Mi hanno detto che avrei dovuto avere dei biglietti da visita.
E io: “E per farci cosa, scusa?”
Non ci avevo mai pensato. Poi, partecipando alle mostre, alle fiere e agli eventi, ho capito che forse era il momento di farli. E mi sono detta: Ok, facciamoli. Ma cosa cavolo ci scrivo sopra?
Nel mio percorso creativo ho ricoperto ruoli e discipline estremamente diversi, e racchiuderli tutti in un'etichetta rigida sembrava impossibile. Non posso mica inserire un elenco infinito:
- Scrittrice (con oltre 30 romanzi pubblicati)
- Digital artist e book cover designer
- AI whisperer e insegnante di prompt AI
- Rompicoglioni di professione
- Ex ballerina ed ex showgirl
- Ogni tanto pure chef
- E adesso pure musicista digitale, giusto per non farmi mancare niente...
Definirsi al contrario: la scelta di dire ciò che non sono
Alla fine ho preso una decisione fuori dagli schemi. Invece di accumulare titoli, ho scelto di dire quello che non sono.
Not an artist.
Perché io non mi sono mai definita tale. Nemmeno quando stavo sul palco, sotto le luci dei riflettori. E ogni volta che qualcuno prova ad attribuirmi la definizione di “artista”, la mia risposta spontanea rimane sempre la stessa: ma va là.