Oggi voglio raccontarti una cosa che mi è successa davvero.
Qualche tempo fa mi sono trovata in una situazione spiacevole: mi sono accorta che un mio progetto grafico sembrava essere stato ripreso un po’ troppo da vicino. E sapete qual è stata la prima cosa che ho fatto? No, non ho aperto Instagram per organizzare una pubblica esecuzione. Anche se ormai pare essere lo sport nazionale.
Non ho fatto nomi, non ho pubblicato confronti, non ho mandato i follower ad assaltare nessuno. Ho aperto le mie cartelle e ho raccolto tutto: file sorgenti, PSD con i livelli, date di creazione, messaggi di consegna, crediti pubblici, screenshot con URL, giorno e ora.
Perché dire "mi hanno copiato" è facilissimo. Dimostrare che qualcuno potrebbe aver ripreso scelte grafiche concrete del tuo progetto è un’altra faccenda.
E questa distinzione conta: nessuno possiede un colore, un fiore, o uno stile generico. Quello che può essere tutelato è il modo originale in cui hai combinato gli elementi, costruito la composizione, lavorato il lettering, le gerarchie, le texture e l’identità visiva. In pratica, non basta gridare "è uguale". Servono i documenti. Terribilmente meno teatrali, molto più utili.
Ho quindi inviato una segnalazione privata, precisa e documentata alla piattaforma interessata.
Dopo pochi giorni, la cover è stata sostituita.
Questo non equivale a una sentenza e non significa che qualcuno abbia confessato qualcosa. Significa però che la segnalazione è stata considerata abbastanza seria da produrre una conseguenza concreta.
La cosa interessante, però, è che quella storia mi ha fatto riflettere su un argomento molto più grande di una semplice copertina.
Mi ha fatto pensare a quanto sia facile confondere due concetti completamente diversi: ispirazione e identità.
Chi lavora nel mondo creativo, inevitabilmente, guarda ciò che fanno gli altri.
- Gli autori leggono romanzi.
- I grafici osservano copertine.
- Chi si occupa di marketing analizza campagne pubblicitarie.
È normale.
Il problema nasce quando smettiamo di osservare per capire e iniziamo a osservare per imitare. Molti pensano che il modo più veloce per ottenere un buon risultato sia prendere qualcosa che funziona e rifarlo. In realtà è esattamente il contrario. Perché quello che funziona per un altro progetto potrebbe essere completamente sbagliato per il tuo.
Ti faccio un esempio.
Se un’autrice mi scrive dicendomi: "Vorrei una copertina come questa." La mia risposta, non è mai: "Va bene."
La prima domanda che faccio è sempre un’altra: Perché ti piace?
Allora possiamo progettarne una completamente diversa che trasmetta la stessa sensazione.
Ed è qui che nasce uno stile. Non quando cerchi di essere diverso a tutti i costi. Ma quando ogni scelta ha un motivo.
Lo stesso vale per i social. Se oggi vanno di moda certi reel, certe grafiche o certe immagini create con l’intelligenza artificiale, non significa che siano automaticamente la scelta giusta anche per te.
Anzi.
Negli ultimi mesi mi è capitato di vedere decine di contenuti praticamente identici tra loro.
Stessi colori. Stessa composizione. Stesso tipo di personaggi. Stesso effetto.
Magari funzionano anche.
Per qualche settimana. Poi arriva il momento in cui sembrano tutti uguali e il lettore smette perfino di notarli.
Per questo credo che un autore non debba rincorrere ogni moda. Debba invece costruire un’identità.
Un lettore dovrebbe riconoscerti perché c’è qualcosa che torna sempre:
- Il tuo modo di comunicare.
- L’atmosfera delle tue grafiche.
- Il tono con cui parli ai lettori.
- Le emozioni che scegli di trasmettere.
Non serve inventare qualcosa che il mondo non ha mai visto. Probabilmente è impossibile.
Come scrittrice mi capita spesso di dire che, in fondo, tutte le storie sono già state raccontate. Quello che cambia è come le raccontiamo noi.
Con la grafica, con il marketing e con la comunicazione vale esattamente la stessa regola.
Chiediti: "Perché sto facendo questa scelta?"
Se la risposta è: "Perché lo fanno tutti."
Forse vale la pena fermarsi un momento.
Se invece la risposta è: "Perché rappresenta il mio progetto, il mio pubblico e il messaggio che voglio trasmettere."
Allora sei sulla strada giusta.
Uno stile non nasce da una moda.